La primavera è giornate che si allungano, arrivo delle rondini, farfalle in volo e farfalle nello stomaco. È fiori e amori che sbocciano, sole che scalda, profumo e colori, leggerezza, ora legale, voglia di stare all’aria aperta, voglia di fare nuovi progetti.

La primavera è risveglio. Un risveglio a cui deve andare incontro anche il nostro organismo.

Di fatti, quando la primavera fa capolino molte persone iniziano a lamentare carenza di forze ed energie. A stanchezza e sonnolenza  spesso si vanno ad aggiungere difficoltà di concentrazione, ansia, insonnia e sbalzi d’umore. Sebbene si tratti di effetti collaterali non patologici, questi fastidi molto frequenti, possono influenzare negativamente la qualità della nostra vita.

 

Ma perché compaiono questi malesseri?

In realtà si tratta di risposte adattative che il nostro organismo attiva nei confronti dei diversi cambiamenti tipici di questa stagione. Infatti, anche se non ce ne rendiamo conto, il nostro organismo intuisce gli incrementi di ore di luce e temperatura, che vanno a sollecitare tutto il corpo ad una maggiore attività, ad un maggiore sforzo per rivitalizzarsi.

Inoltre, il maggior numero di ore di luce va ad alterare tutto l’assetto ormonale responsabile della regolazione del ritmo sonno-veglia, della fame e della sete. Oltre a quanto già detto va considerato che la primavera è successiva all’inverno, arco temporale durante il quale il freddo ci ha spinti ad un’alimentazione più calorica, ricca di zuccheri e grassi. Per cui il nostro organismo si ritroverà un carico extra da smaltire, soprattutto se abbiamo dedicato poco tempo all’esercizio fisico; e al contempo il nostro fegato risulterà sicuramente un pò affaticato.

Tutti i suddetti fastidi sono proprio le risposte che fornisce il nostro organismo per manifestare il suo disagio.

spring

Cosa possiamo fare?

Il nostro organismo ha sicuramente bisogno di fare pulizie, è necessario eliminare tutte le tossine accumulate nel periodo invernale e depurare il fegato e per farlo sarà fondamentale prendersi cura di noi: dedicandoci tempo, muovendoci di più e seguendo un’alimentazione equilibrata. La ricetta vincente per l’alimentazione primaverile è: pasti leggeri e poco elaborati. Quindi, sarà bene ridurre l’assunzione di alimenti ricchi di grassi e zuccheri raffinati e prediligere cereali integrali, semi oleosi, frutta secca, legumi e soprattutto frutta e verdura di stagione; ricordando che i prodotti di stagione sono doppiamente convenienti in quanto permettono sia un risparmio economico sia l’assimilazione di tutti i loro valori nutritivi.

Ricordiamo che la natura, con la sua semplicità, offre sempre la soluzione giusta, ci basterebbe osservare quello che gentilmente ci propone e accettare i suoi doni.

Durante la primavera ci mette a disposizione il verde e che sia un caso o meno, il fegato ama il verde.

È la stagione delle erbe di campo, delle verdure a foglia verde, dei carciofi, degli asparagi, di fave e piselli, tutti alimenti ricchi di vitamine, sali minerali, antiossidanti e con una buona azione disintossicante nei confronti del fegato.

Tuttavia, oltre a lasciare largo spazio nei nostri piatti a tutti gli alimenti finora indicati, è importante bere acqua durante tutta la giornata, anche in assenza di sete.

Infine non dimentichiamo che il cibo non influisce solo sul nostro corpo ma anche sulle nostre emozioni, per cui per riacquistare energie senza perdere il buonumore sentitevi liberi di mangiare un quadratino di un buon cioccolato fondente, in grado di favorire la sintesi di serotonina, neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell’umore, del sonno e dell’appetito.

PRIMAVERA

Articolo di  Veronica Riccioni dott.ssa in tecnologie alimentari e in scienze della nutrizione, nata a Rieti nel 1991.

Da sempre appassionata di cucina e cibo, dopo la maturità scientifica consegue il titolo di laurea triennale in tecnologie alimentari e successivamente quello di laurea magistrale in sicurezza e qualità agroalimentare e quello in scienze della nutrizione umana. Attualmente insegnante di Scienze in scuola secondaria di secondo grado e studente in un master di secondo livello in nutrizione, nutraceutica e dietetica applicata.

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